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La rinascita dell’arpa in Iran

 

La rinascita dell’arpa in Iran

a cura di Valentina Meinero

Nel 2007 ho iniziato a frequentare il biennio di Arpa ad indirizzo concertistico presso il Conservatorio di Trento. Qui ho conosciuto Petra Arman, flautista, con cui ho sostenuto gli esami di musica da camera, ma non solo, siamo diventate anche amiche e colleghe, abbiamo condiviso sogni, idee e nel 2009 abbiamo fondato l’Associazione Culturale Musicale “Life for Art” con lo scopo di divulgare la Cultura Musicale italiana all’estero e sostenere i diritti delle donne tramite la diffusione della cultura come mezzo di emancipazione, anche in quei paesi dove vengono loro negati. Il nostro obiettivo era l’Iran: a tal fine ho contattato tramite e-mail Fattaneh Shain, musicista, direttrice di una scuola di Musica a Shiraz, insegnante di sintour e appassionata di arpa. Lei si è dichiarata entusiasta all’idea di conoscerci, in quanto il nostro progetto si sposava con il suo, nell’ambito della grandiosa idea di far rinascere l’arpa in Iran, strumento una volta conosciuto e da centinaia di anni caduto nell’oblio. Ci siamo incontrate per la prima volta durante le vacanze di Pasqua del 2010 a Losanna per definire i dettagli dei nostri progetti e lei mi ha proposto di diventare la sua insegnante di arpa. Ho accettato con entusiasmo.

Siamo partite nell’agosto 2010. Destinazione Shiraz.

A Shiraz siamo state ospitate a casa di Fattaneh, che aveva acquistato da Salvi Harps un’arpa modello Apollo, su cui ho potuto studiare e darle lezioni, un’arpa modello Daphne 47 ed una celtica modello Prima 38, destinata alla scuola di musica per poter iniziare a dare lezioni alle future arpiste iraniane. Fattaneh aveva inoltre organizzato due Concerti a Shiraz presso la Hafez Hall e due a Teheran presso la sala concerti Nihavaran. Per finanziare il progetto, comprendente l’acquisto delle arpe, le trasferte, il trasporto delle arpe e la pubblicità dei nostri concerti (che abbiamo tenuto gratuitamente) ha venduto la scuola di Musica. Ha iniziato a studiare arpa dimostrandosi da subito un’allieva appassionata e scrupolosa. A Shiraz abbiamo conosciuto anche Arash Abbasi e Arvin Sedaghatkish, musicisti e compositori che hanno scritto e dedicato a noi brani per arpa e flauto, arpa e nay, il flauto tradizionale iraniano e arpa, flauto e sintour, che abbiamo orgogliosamente inserito nei programmi dei nostri concerti.

Abbiamo conosciuto anche un artigiano che si era cimentato nella costruzione di arpe, destinate alla vendita alle future allieve iraniane, dal momento che, a causa del tasso di cambio, del viaggio e dell’embargo i costi per acquistare e trasportare arpe Salvi erano molto elevati. Tuttavia le arpe presentavano difetti e durante il viaggio abbiamo trovato anche il modo per poter permettere alle arpiste Iraniane di poter suonare su arpe Salvi.

I concerti hanno riscosso un successo inaspettato di pubblico e critica a cui hanno fatto seguito molti articoli di giornale che parlavano dell’arpa, delle concertiste italiane e del progetto di Fattaneh. Molte ragazze hanno iniziato a voler prendere lezione di arpa. Nei giorni successivi siamo volate a Teheran dove siamo state ospiti della cugina di Fattaneh e di sua nipote Raha. A Teheran siamo state convocate dal Ministero dei Concerti e ci è stato inaspettatamente comunicato che mancava un permesso affinchè potessimo tenere le prossime esibizioni: quello del Ministero Religioso. Nella calura estiva sono state portate e riportate via per tre volte le tazze di thè che avevamo lasciato raffreddare per la tensione dell’incontro. In Iran per tenere concerti, servivano ben 17 permessi e quello che mancava a noi era uno dei più importanti. Con sollievo abbiamo scoperto che potevamo rapidamente ottenere l’agognato permesso se avessi accettato di tenere un ulteriore concerto con la Tehran Symphony Orchestra. Il problema a quel punto sembrava risolto, ma io e Petra avremmo dovuto prolungare il nostro soggiorno in Iran, spostare le date dei concerti e dei voli e di conseguenza prolungare i visti. Petra avrebbe dovuto inoltre spostare l’esame di guida per ottenere la patente. Il solerte funzionario ci ha portato un telefono col quale effettuare chiamate internazionali affinchè Petra potesse chiamare in Italia la scuola guida e annullare l’esame. Nessuno rispondeva e solo allora ci siamo ricordate che era domenica, feriale in Iran dove il giorno festivo è il venerdì. Petra è comunque riuscita a contattare un famigliare che se ne occupasse. Il giorno seguente ho iniziato le prove con la Tehran Symphony, situata vicino alle ambasciate. Il programma prevedeva un programma di musica occidentale e un brano del compositore iraniano Loris Tjeknavorain che ho avuto l’onore di conoscere in quell’occasione. La direttrice d’orchestra era Nazanin Aghakhani all’epoca in dolce attesa. Fattaneh per l’occasione aveva fatto portare l’arpa Daphne 47 nella sede dell’orchestra. Un giorno sono sfuggita ad un terribile attentato contro il presidente iraniano. Abbiamo scoperto dai parenti italiani che a Teheran era stata fatta esplodere una bomba sotto un’auto, che si pensava trasportasse il presidente, parcheggiata nelle vicinanze alla sede dell’orchestra. I media locali non ne diedero notizia, ma dai parenti abbiamo scoperto che l’esplosione era avvenuta pochi minuti dopo la partenza del mio taxi.

Tenuto l’apprezzato concerto con l’Orchestra Iraniana, rimandato l’esame di guida di Petra, ottenuto il prolungamento del visto, cambiati i biglietti aerei, avvisati i famigliari, abbiamo tenuto a Nihavaran i concerti che hanno conquistato Teheran. Il progetto era ormai avviato con successo, l’arpa in Iran era rinata.

Siamo rientrate in Italia, il nostro è un arrivederci. Ho filmato decine di lezioni di arpa a Fattaneh affinchè potesse continuare da sola a studiare per un mesetto prima di raggiungermi in Italia e prima del mio prossimo viaggio. Abbiamo concordato che iniziasse ad insegnare a persone adulte e non a bambini in quanto lei era ancora agli inizi e seppure migliorasse rapidamente insegnare e formare un bambino era una grossa responsabilità. Tuttavia non si potevano ignorare le richieste di lezione da parte di future arpiste per permettere al progetto di decollare definitivamente. Fattaneh per ringraziarci ha acquistato tre catenine d’oro e ne abbiamo indossata una a testa.

Arrivederci Iran!!

Concerto a Shiraz presso la Hafez Hall

Saggio delle allieve di arpa al Pars Music Institute di Teheran

Dicembre 2010 – Gennaio 2011

La scuola Pars Music Institute di Teheran è stata da subito frequentata da molte studentesse di arpa. L’aula destinata alle lezioni di arpa era stata decorata da un quadro che ritraeva Judit Liber, immensa arpista di cui ho avuto l’onore di seguire delle Master classes. Il poster era stato acquistato dal Direttore durante uno dei suoi viaggi all’estero. Ho tenuto lezione presso il Pars Music Insitute di Teheran alle allieve di Fattaneh che aveva iniziato a seguire anche delle giovanissime arpiste e tenuto un concerto. Anche le arpiste hanno avuto la possibilità di cimentarsi nel loro primo saggio ed ho festeggiato con loro il mio 27 esimo compleanno.

Una volta rietrate a Shiraz ho conosciuto Ali Radman, Direttore del reparto di Musica dell’Università di Shiraz e Ali Barrami musicista di strumenti tradizionali iraniani. Radman aveva composto un brano per arpa e strumenti tradizionali persiani e mi ha chiesto di eseguirlo in concerto.

Dal momento che, per motivi religiosi, in quel periodo dell’anno in Iran erano vietati i concerti pubblici, il concerto si è tenuto privatamente. Molte case Iraniane prevedono uno spazio comune ai condomini allestito a salone dove su prenotazione possono svolgersi manifestazioni private. Il pubblico aveva ricevuto quindi un invito personale e sono stati molti, purtroppo, gli esclusi che ci hanno chiesto di replicare in molte occasioni private.

Tornata in Italia per continuare a seguire le mie allieve italiane, sono raggiunta in primavera da Fattaneh che ha conseguito il 2° grade in arpa rilasciato dall’ ABRSM (Associazione britannica che rilascia certificazioni musicali internazionali). Fattaneh è una musicista che conosce il suo paese, i suoi connazionali e che ha avviato con successo un grandioso progetto. Nell’estate del 2011 Petra ed io torniamo in Iran per continuarlo. Abbiamo nuovamente tenuto concerti a Teheran e Shiraz e anche le allieve si sono esibite sia individualmente che in ensemble. Ho potuto constatare che Fattaneh stava eseguendo un ottimo lavoro.

A fine estate siamo rientrate in Italia. L’arrivederci è nuovamente per il periodo di Natale. Nel frattempo, come di consuetudine Fattaneh mi ha raggiunto a Cuneo, per continuare le lezioni nell’autunno. Purtroppo le tensioni internazionali concernenti la bomba atomica non hanno reso un ulteriore mio viaggio sicuro e sono stata costretta ad annullarlo. Sarà nuovamente Fattaneh a venire in Italia successivamente. Nell’estate 2012 aspettavo il mio primo bambino, Lorenzo, le nausee non mi davano pace, facevo il possibile per garantirle delle buone lezioni, come anche nell’inverno, quando oramai il pancione era enorme e proprio mentre le tenevo lezione a casa mia ho avuto un mancamento perchè il mio cucciolo si era girato o simili come mi aveva spiegato la ginecologa. Con la gravidanza e la nascita del mio primo figlio le trasferte in Iran sono diventate veramente complicate, così, per permetterle di continuare a sviluppare lo splendido progetto, le ho suggerito di invitare Roberta Alessandrini, la mia insegnante di arpa al Conservatorio di Trento, che con entusiasmo e passione ha accettato di portare avanti il progetto.

Nel 2012 ho eseguito a Cuneo in prima assoluta “My Ethernity” un brano dedicatomi dal compositore Iraniano K. Keshavarz.


Questo articolo é stato pubblicato da
Redazione Redazione di IN CHORDIS, la rivista online dell'Associazione Italiana dell'Arpa.