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Ultime su Harpo Marx

Con grande piacere pubblico questo annuncio e lo inserisco nel mio articolo su Harpo Marx. Consiglio a tutti la lettura di questo libro indimenticabile che fino a poco tempo fa era possibile trovare solo in lingua originale. (Emanuela Degli Esposti)

Venerdì 10 marzo alle 18.30
nella libreria …il mio libro di via Sannio 18 a Milano

la curatrice Martina Biscarini
presenta la prima edizione in lingua italiana dell’autobiografia di Harpo Marx
HARPO SPEAKS!

Sarà presente Maurizio Nichetti

Per contatti e informazioni il mio libro 02.39843651

Per contatti stampa              Carla Scarsi 340 9126893

 

Martina Biscarini è nata a Empoli nel 1985 e vive a Bologna. Si è laureata nel 2009 in DAMS a indirizzo cinema con una tesi sull’autoimmagine di Harpo Marx nell’autobiografia Harpo Speaks e nel 2016 in Letterature e Lingue Moderne e Classiche all’Università di Ferrara. Ha conseguito nel gennaio 2012 un MA in videomaking alla Kingston University (Surrey). Ha già pubblicato il saggio Il Cinema è L’Arma Più Forte a proposito di genesi, sviluppo e caduta del cinema durante il fascismo.

http://us15.campaign-archive2.com/?u=0ad2b7e3af2a470d7854f9d72&id=0bfd91923a

Vi proponiamo un breve video dove Harpo Marx suona senza il suo solito costume di scena. Si tratta di un concerto effettuato a Mosca nel 1933 presso l’Ambasciata.

Buona Visione!

Le nostre ricerche su Harpo Marx continuano e, grazie alla mia preziosa collaboratrice Bianca Bolzoni, sono approdate agli archivi del Governo Federale degli Stati Uniti, dove sono conservati i più importanti documenti della storia americana.

Questo è il telegramma di congratulazioni che Harpo Marx inviò a John Fitzgerald Kennedy quando fu nominato candidato alla presidenza del Partito Democratico.

Il documento datato 14 luglio 1960 si trova presso il National Archives Records Administration – Washington (licenza libera) che consiglia alla nostra Associazione Italiana dell’Arpa di riportare la fonte. Precisiamo che questo documento non è presente nella sua autobiografia “Harpo Speaks”.

Traduzione del testo:

primo = congratulazioni

secondo = hai bisogno di un arpista nel tuo gabinetto

terzo = tanti saluti a mamma e papà.

Harpo 3

Harpo 2

Integro questo significativo documento alla mia ricerca, frutto del lavoro di un paio di mesi, resa disponibile a tutti gli arpisti qualche tempo fa.Da circa un trentennio mi rivedo i film dei Fratelli Marx e i miei figli sono cresciuti amandoli moltissimo fin da bambini. Harpo Marx è stato un virtuoso dell’arpa, da considerare a tutti gli effetti uno dei Maestri del novecento.

Emanuela Degli Esposti

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Harpo Marx 

Non so se la mia vita sia stata un successo o un fallimento, ma non avendo mai avuto alcuna ansietà nell’essere qualcuno piuttosto che un altro e avendo sempre preso le cose così come venivano, mi sono ritrovato molto tempo in più per godermela.

Sicuramente ciò che non sono e che non sono mai stato è una celebrità; gli estranei non mi hanno mai fermato per strada chiedendomi un autografo perchè non mi riconoscono senza il costume di scena e non vi aiuterebbe nemmeno se ora vi descrivessi il mio aspetto.

Avete mai incontrato un uomo che corrisponde alla seguente descrizione?

– Statura inferiore alla media. Lento, ma fluido nei movimenti. Occhi grigi.

I capelli probabilmente un tempo erano castani, ma adesso sono troppo arruffati per distinguerne il colore.

La carnagione presenta la tipica abbronzatura del giocatore di golf.

Nessun segno particolare eccetto una singolare conformazione delle sopracciglia che potrebbe indicare sia perplessità che curiosità, difficile stabilirlo con certezza.

Nelle occasioni mondane tende a passare inosservato.

Ha l’abitudine di sedersi con le mani appoggiate sul bordo del tavolo, sorridendo a chiunque si trovi a passare. Occasionalmente, dall’angolo della bocca, mormora qualcosa che nessuno sembra udire. Impossibile stabilire la sua età, potrebbe essere più vecchio di come appare, o prematuramente maturo – ”

E’ così che Harpo1 Marx inizia a raccontare se stesso nel 1961, tre anni prima della sua scomparsa, nel primo capitolo, “Confessions of a Non-Lady Harpist”, del libro “Harpo Speaks!” (Harpo parla!)

scritto in collaborazione con Rowland Barber.

In realtà il personaggio Harpo, angelico, infantile, clownesco, ma anche dotato di poteri magici e in grado di sottrarsi a qualunque ingerenza autoritaria, aveva già raggiunto una straordinaria notorietà negli anni venti e ancora oggi lo si può senza dubbio annoverare tra coloro che definiamo come miti.

Eppure, per ribadire questo suo stato di anti-divo, nel capitolo che introduce il racconto della sua vita, scrive ancora: “Finalmente, fuori dalle scene, è giunto per me il tempo di togliermi le scarpe, distendermi al sole per vedere volteggiare il mio aquilone ed esprimermi liberamente come

mi sento. I giorni della sofferenza sono lontani, eppure posso davvero ammettere di non avere

rimpianti.

Anzi, ora che ci penso, un rimpianto l’ avrei.

Molti anni fa Bernard Baruch, un uomo molto saggio, mi prese da parte, mise il suo braccio sulla mia spalla e disse: – Harpo, ragazzo mio, ora ti svelerò un grande segreto, tre regole essenziali di vita di cui dovrai sempre tener conto. – Il mio cuore sobbalzò a quelle parole e sussultai ansioso di conoscere la password che il maestro mi trasmetteva e che mi avrebbe garantito una vita ricca e piena. – La ascolto, Signore – , gli risposi, e lui mi rivelò le tre verità.

Il mio rimpianto è quello di essermi dimenticato quali fossero.”

Adolph anagraficamente, ma più comunemente Arthur 2,Marx nacque a New York nel 1888 in una famiglia di ebrei tedeschi immigrati, di umile condizione.

Il padre Sam, detto Frenchie, di orgine alsaziana, faceva il sarto, ma aveva la vocazione del ballerino.

Harpo lo descrive come un abile cuoco e un perfetto housekeeper.3

Non essendo mai riuscito ad allestire una bottega di sartoria, usava il tavolo da cucina per confezionare abiti che spesso risultavano o troppo larghi o troppo stretti, mentre la stoffa si accatastava insieme al cibo e agli attrezzi per cucinare.

Alle sei in punto la sua attività sartoriale cessava e con gli alimenti di fortuna di cui disponeva era in grado di preparare ogni giorno una cena deliziosa per almeno dodici / sedici persone.

Minnie Schoemberg, la madre, avrà un ruolo determinante nella carriera di Harpo che di lei scrisse:

Mia madre divenne una leggenda nel mondo degli imprenditori teatrali4.

Era una donna amabile, ma il suo aspetto morbido era assai ingannevole perchè aveva l’energia di un cavallo selvaggio, l’incedere di un salmone quando schizza fuori dall’acqua, l’astuzia di una volpe, e la fiera devozione di una leonessa per sua prole. Amava divertirsi, essere immersa nelle canzoni, nelle risate e nei racconti. Ogni minuto della sua vita fu dedicato ai suoi piani manageriali e la sua massima ambizione fu quella di realizzare i progetti teatrali che aveva in mente, trascinando tutti noi con lei. Anche nei momenti più spensierati, in realtà, Minnie lavorava e ,in sostanza, il suo scopo era uno solo: piazzare i suoi cinque figli sul palcoscenico e procurare loro il successo.”

La famiglia viveva nel turbolento quartiere dell’ Upper East Side, popolato da immigrati ebrei, italiani, tedeschi e irlandesi, spesso in conflitto tra loro.

Il primogenito dei Marx, Manfred, morì a pochi mesi , poi nacquero altri cinque figli: Leonard (Chico) il 22 marzo 1887, Adolph (Harpo) il 23 novembre 1888, Julius (Groucho) il 2 ottobre 1890, Milton (Gummo) il 2 ottobre 1890 ed Herbert (Zeppo) il 25 febbraio 1901.

A soli otto anni Harpo lasciò la scuola. Nel suo libro racconta che la maestra, Miss Flatto, rinunciò presto ad insegnargli qualunque cosa; inoltre, essendo l’unico ebreo della classe, veniva spesso schernito dai compagni. I genitori non ne fecero certo un dramma, dato che erano troppo occupati a cercare di sopravvivere, così della sua educazione si occupò il nonno materno Lafe, Grandpa Schoemberg, che era stato prestigiatore e ventriloquo in un genere di spettacolo allora molto in voga: il Vaudeville. Anche la moglie Fanny aveva lavorato a lungo insieme a lui, suonando l’arpa, ma il loro sodalizio si era interrotto prima del 1888 quando era passata a miglior vita, e lo strumento era rimasto in un angolo della casa, quasi completamente privo di corde.

Grandpa raccontò ad Harpo le storie dell’Haggadah e della Torah, e gli insegnò dei giochi di prestigio. Spesso il bambino veniva confuso col fratello Leonard e per un periodo, più tardi, in teatro, i due si spacciarono per gemelli.

Il clima familiare, nonostante le enormi difficoltà economiche, era molto allegro5. Minnie aveva iniziato a occuparsi della carriera teatrale del fratello, Al Shean6 , che nel 1890 era già un celebre attore di Vaudeville7poi introdusse ben presto anche i figli nel mondo dello spettacolo8.

Fu così che i “Minnie’s Boys” iniziarono la loro carriera, cambiando spesso il nome alla loro formazione. Lo storico del cinema Andrea Martini, nel suo saggio sui Marx, scrive: “Le matrici storiche del Vaudeville in America erano due: una, più diffusa nell’Est, era di formazione inglese ed era basata sulla pantomima che diverrà la principale fonte ispiratrice della cinematografia comica americana del muto, l’altra, diffusa soprattutto nell’Ovest, era costituita da numeri musicali, zeppi di ballerine in abiti succinti, caricaturisti, ventriloqui e domatori di animali.”

Lo spettacolo era generalmente costituito da un programma di numeri vari, con cantanti, musicisti , ballerini,giocolieri, acrobati,prestigiatori, mangiafuoco, clowns , attori, barzelettieri ed entertainers.

Fu in questo genere di spettacolo che anche Charlie Chaplin esordì a Londra nel 18949.

I primi spettacoli di Vaudeville iniziarono a diffondersi in America intorno al 1870 grazie a compagnie e gruppi a carattere spesso etnico che calcavano i palcoscenici di veri e propri teatri.

Tra i numeri comici, nacque il Racial Comic, una caricatura dei vari modi di parlare a cui le diverse provenienze condannavano molti immigrati.

Leonard Marx (Chico) assunse il carattere dell’ italo-americano, un ruolo che mantenne durante tutta la sua carriera10.

Oltre a cantare e recitare, iniziò a studiare il piano con una maestra viennese (Harpo la descrive come una donna gagliarda e baffuta che trascurava completamente la tecnica della mano sinistra, ritenendola superflua) raggiungendo un livello ragguardevole dovuto alle ore di pratica quotidiana che dedicava allo strumento.

La sua attività di pianista virtuoso lo portò ad esibirsi in ogni tipo di locale, non esclusi quelli più equivoci, dove si specializzò in numeri acrobatici sulla tastiera e dove suscitava l’entusiasmo del pubblico suonando bendato o in condizioni d’improvvisata precarietà.

Anche Harpo imparò, imitando il fratello, a suonare il piano, poi si esibì in abiti femminili indossando una parrucca. Fu Groucho a suggerirgli quel ruolo, per via della sua voce stridula.

A 15 anni iniziò a strimpellare l’arpa della nonna, sulla quale era riuscito a fissare delle corde. Non avendo alcun riferimento,continuò a suonarla tenendola appoggiata sulla spalla sinistra, fino a quando, durante una tournèe in Missouri, dentro la vetrina di un salone espositivo notò il dipinto di un angelo seduto su una nuvola che suonava l’arpa tenendola appoggiata sulla spalla destra. Quella fu la sua prima lezione e da quel giorno si adeguò alla postura suggerita dal ritratto.

Nel 1907 Minnie allestì il nuovo spettacolo “Four Nightingales” (Quattro Usignoli), un quartetto canoro formato da Groucho, Gummo, Lou Levy e Harpo. Il numero era essenzialmente musicale, anche se Groucho, oltre a suonare la chitarra, recitava.

I Marx intrapresero vere e proprie tournèe (Alabama, Arkansas, Missouri, Oklahoma, Texas, Ohio), poi decisero di trasferirsi a Chicago, una città dalla quale potevano raggiungere più facilmente il Midwest e quelle piazze in cui la concorrenza era meno presente11.

Fu in quel travagliato periodo che Harpo un giorno ricevette un misterioso telegramma dalla madre che diceva: “Non lasciare la città prima dell’arrivo del pacco espresso. Costerà un dollaro alla settimana. Mantienilo lontano dall’umidità. Minnie.”12

Si trattava di un’arpa nuova, lo strumento più grande e completo che Harpo avesse mai immaginato di poter avere. Fu con quello strumento che iniziò ad arrangiare il sestetto da Lucia e la celebre canzone “Annie Laurie”.

Nel 1910 nacque “Fun in Hi Skule” (Divertimento al Liceo), una caricatura dell’ambiente scolastico dove Groucho, Harpo e Gummo iniziarono ad assumere le loro prime caratterizzazioni (Groucho interpretava l’insegnante munito di sigaro e baffi finti, Harpo faceva lo scolaro stupido, un certo Bolivar, che indossava sempre abiti sbagliati e una parrucca bionda , Gummo era lo studente ebreo che marinava la scuola ogni sabato.

Nel 1913, durante uno spettacolo in Texas, trovandosi di fronte a un pubblico particolarmente ostile, i Marx decisero di sconvolgere l’ordine formale della loro performance e iniziarono a improvvisare una serie di gags dissacratorie che caratterizzeranno in seguito la loro arte.

Nel 1914 anche Chico che fino a quel momento aveva svolto separatamente la sua carriera di pianista, si unì al gruppo e lo zio Al Shean scrisse per loro “Green’s Reception” che , ispirato al precedente spettacolo, trasformò Groucho in un vecchio professore e Harpo, Chico e Gummo negli ex allievi.

Da quel momento Harpo decise di assumere definitivamente il suo mutismo13

Con “Home Again”, nuovamente ideato da Al Shean, i Marx si esibirono al Palace di New York, considerato il più prestigioso teatro di Vaudeville. Lo spettacolo, in diverse versioni, fu replicato dal 1914 al 1919. In esso, oltre all’arpa, Harpo suonava il clarinetto. Fu in quel periodo che Gummo decise di abbandonare le scene14 sostituito dal fratello più giovane Herbert, ribattezzato Zeppo15

Nel 1920, con il nuovo show “On the Mezzanine Floor”, i Fratelli Marx ottennero ancora un buon successo al Palace, a cui fece seguito una tournèe in Inghilterra che non fu particolarmente gratificante e li costrinse ad accettare nuovi contratti in periferia.

A quel periodo appartiene un loro primo tentativo di entrare nel mondo del cinema con “Humorisk” diretto da Richard Smith.

Nel 1922 nacque uno spettacolo che segnò il passaggio dei Marx dal Vaudeville Show alla Commedia Musicale, il titolo era “I’ll say She is”. Dopo due anni di repliche in provincia, lo spettacolo approdò a Broadway ( il 19 maggio 1924 al Casino Theatre) e ottenne uno straordinario successo di pubblico e critica.

Si trattava di un act composto da una ventina di numeri (gags, danze, canti), un assolo di arpa, uno di pianoforte e si concludeva con una pièce dove Groucho interpretava Napoleone.

Il giorno dopo lo spettacolo, il più autorevole critico del tempo, Alexander Wollcott, che diverrà poi intimo amico di Harpo, pubblicò un articolo entusiasta , dove oltre ad osannare l’harlequinade di Groucho, Chico, Zeppo, esprimeva un giudizio superlativo di Harpo: “La gente dovrebbe ballare di gioia nelle strade quando un grande clown arriva in città, e Harpo è un grande clown. Egli appartiene alla stirpe dei celebri Bert Melroe, Joe Jackson e dei Fratellini.

Elegante , ma anche unico nella sua capacità di suonare l’arpa, non ha pronunciato una sola parola dall’inizio alla fine dello spettacolo, e ciò ha sottolineato ancor di più la sua intensità mimica e l’irresistibile fascino del suo personaggio.”

Per oltre un anno lo spettacolo fu replicato con un successo sempre crescente. Nel suo libro Harpo afferma: “Quel lavoro ci rese ricchi come non eravamo mai stati16 e ci rese consapevoli di come fosse importante ottenere l’apprezzamento della critica più autorevole di New York.

Minnie e Frenchie comprarono una casa nuova a Long Island e, sull’onda del successo, Harpo sentì l’esigenza di rendere professionale la sua maniera di suonare l’arpa.

Nel 1924 ero un arpista con alle spalle 8 anni di carriera professionale quando decisi che avrei dovuto imparare a leggere la musica e a suonare in modo corretto.

Ero un po’ timido per cercare un insegnante, ma accadde che fu l’insegnante a cercare me.

Dopo uno spettacolo venne da me un uomo per dirmi quanto aveva apprezzato lo show e come aveva trovato terribilmente originale il mio modo di suonare.

Era l’arpista del Metropolitan Opera, così gli chiesi se poteva darmi delle lezioni.

Ci accordammo per una data e per un onorario di 20 dollari.

Quando giunsi nel suo studio per la prima lezione, mi chiese di suonare qualcosa, qualunque cosa.

Iniziai con il sestetto di Lucia, il brano più vicino al repertorio classico che conoscevo.

Mi osservava così da vicino che il suo naso entrava praticamente attraverso le corde!

– Ah! Così! Straordinario! – , esclamava.

Quando terminai il sestetto mi fece segno di continuare con qualunque altra cosa. Cercai di dire che forse sarebbe stato meglio iniziare la lezione, ma scuoteva la testa e faceva strani rumori con la lingua per farmi capire di continuare.

Così continuai, fermandomi ogni otto battute per chiedergli quali note stessi suonando, dato che non sapevo leggere la musica, ma lui continuò a dirmi che non avevo bisogno delle note , ma di suonare.

Quindi iniziò a interrompermi e a pormi delle domande del tipo: – Puoi ripetere quel glissando e dirmi come l’hai realizzato? Puoi ripetere quel trillo?- Ogni volta che cercavo di volgere il discorso su come si legge la musica, o gli ponevo domande sui pedali e le diteggiature, mi faceva tacere.

Alla fine dell’ora di lezione avevo insegnato al maestro la mia completa e pessima tecnica.

Quando si mise in tasca i venti dollari, non fu in grado di dirmi quando sarebbe costata la mia prossima lezione e io gli dissi che non ci sarebbe stata una prossima lezione.

Quella fu la fine del mio studio formale dell’arpa.

Negli anni seguenti ebbi occasione di mostrare a grandi virtuosi come Salzedo e Grandjany gli aspetti della mia tecnica, e ne restarono molto affascinati. Sono sempre stato disponibile a fare dimostrazioni, ma non ho mai più pagato per questo 20 dannati dollari!

L’unica arpista dalla quale ho appreso grandi lezioni è stata Mildred Dilling.

La incontrai in un negozio mentre provava un’arpa . Stava suonando Music Box e le chiesi se per favore poteva insegnarmi le note di quel brano . Lei ne fu felice e nacque tra noi un bel rapporto di amicizia. Fu lei a introdurmi nel mondo di Bach, Mozart, Debussy e Ravel.

Grazie a quella generosa artista, mi resi conto che il sestetto della Lucia non era il brano classico più interessante scritto per arpa.

Mildred non cercò mai di cambiare la mia tecnica fantasiosa, ma fu lieta di aiutarmi negli altri aspetti della musica.

Molte volte le telefonavo anche nel cuore della notte per chiederle informazioni su un accordo o su un passaggio e lei è sempre stata disponibile tenendo l’arpa vicino al telefono.”

Harpo amava molto l’arpa e studiava regolarmente tre ore al giorno. Il suo repertorio comprendeva la Chanson dans la nuit di Carlos Salzedo, Am Springbrunnen di Albert Zabel e Introduction et Allegro di Maurice Ravel. Dato che non leggeva la musica, non fu mai in grado di eseguire quest’ultimo brano con l’ensemble, ma lo suonava ugualmente avendolo imparato a orecchio, concedendosi alcune libertà.

Subito dopo il successo a Broadway, divenne membro del Thanatopsis Inside Straight and Literary Club ed fu accolto nell’Algonquin, rifugio di artisti, critici, compositori, scrittori ed editori.

Acquistò un appartamento a New York in East 57th Street, ma lo usava solo per dormire dato che trascorreva il resto del suo tempo in Teatro, o con Aleck Wollcott e i suoi amici.

Nel 1925 effettuò la sua prima esperienza cinematografica ottenendo la parte dell’idiota del villaggio in Too Many Kisses di Paul Sloane. Nel film pronunciò un unica battuta : “You sure you can’t move?”, ma trattandosi di un film muto la frase compariva solo nelle didascalie.

Nei due anni seguenti i Marx interpretarono con successo la commedia musicale The Cocoanuts (musica di Irving Berlin , testo di George S.Kaufman e Morrie Ryskind, regia di Kaufman), a cui fece seguito lo spettacolo teatrale Animal Crackers..

In quel periodo venne attribuito ad Harpo un flirt con Neysa McMein, un’artista che faceva parte dell’Algonquin e che scoprì il suo talento per la pittura.

Durante il tour di The Cocoanuts, a Chicago Harpo affittò uno studio, acquistò tele , colori e pennelli e iniziò a dipingere. Per il suo primo lavoro, su suggerimento di Neysa, accettò di ritrarre una modella nuda, ma ne fu così spaventato che non ci riuscì.

Quando la ragazza si accorse che il pittore dopo parecchio tempo non aveva tracciato nemmeno un segno sulla tela, si invertirono i ruoli e fu lei a dipingerlo! A quel primo tentativo, ne seguirono altri con soggetti diversi e prima della partenza Harpo riuscì a vendere un quadro dipinto ad olio ricavandone una cifra inferiore a quanto aveva pagato la tela, ma ne fu molto soddisfatto.

Nell’estate del 1928 si recò in Francia sulla costa mediterranea, vicino a Capo d’Antibes, nella Villa Galanon di proprietà di Aleck Wollcott. Lì conobbe George Bernard Shaw .

Dopo alcuni mesi tornò a New York e riprese a studiare l’arpa17.

Animal Crackers debuttò a Ottobre e la famiglia Marx al completo si riunì per una cena a casa di Zeppo.

Minnie fu la star della serata e intrattenne tutti quanti ricordando i primi tempi del vaudeville. Indossava una parrucca bionda e il suo aspetto radioso era quello di vent’anni prima. Era così felice di ritrovarsi con i figli che cenò due volte. Purtroppo quella notte fu colpita da un fatale attacco cardiaco.

Harpo raccontò così il suo struggente, ultimo saluto alla madre: “Alle due del mattino, mentre aspettavo il mio turno di vederla, il dottore uscì dalla sua stanza e mi disse di entrare rapidamente perchè era alla fine. Minnie aveva gli occhi aperti, ma non mi vedeva. Le dissi “Sono stato nel giardino di Mr.Green a cogliere dei garofani, Minnie18.” Al termine della frase mi guardò e fece la cosa più ardua che fosse mai riuscita a fare nei 65 anni in cui era riuscita a realizzare l’impossibile: sorrise. Le sue labbra tremarono e nei suoi occhi, che erano vitrei per la paura, luccicarono due piccole stelle. Il suo sorriso si spense lentamente mentre le dita afferravano le coperte nel tentativo di dirmi qualcosa che comunque avevo capito. Mi avvicinai e le aggiustai la parrucca nuova; il suo sorriso ricomparve per un attimo, poi svanì e la sua vita svanì con lui. La presi tra le mie braccia. Non ricordo cosa dissi o pensai, ricordo solo che piansi. Minnie era morta.19

I fratelli Marx sapevano che Minnie sarebbe stata furibonda se si fossero lasciati abbattere da quell’evento e continuarono a lavorare in teatro con il massimo impegno.

Per 3 anni Animal Crackers venne replicato da Broadway a Chicago, poi in una lunga tournèe, ma con quello spettacolo si chiuse il loro periodo teatrale ed ebbe inizio quello cinematografico.

Nel 1929 firmarono il loro primo contratto con la Paramount che produsse The Cocoanuts (Noci di cocco).

Era uno dei primi film sonori, girato a Long Island con una tecnica primitiva. Si pensi che a quel tempo la musica non poteva essere registrata e quindi occorreva avere un’orchestra sempre in scena.

Inoltre ogni sequenza, ogni inquadratura, necessitava di una macchina da presa diversa.

A differenza di ciò che avveniva in teatro dove la parte comica era predominante, l’intrigo romantico costituiva la parte centrale della trama.

I fratelli Marx mantennero le loro “maschere” tradizionali in tutti i 13 film che girarono. Groucho, ad esempio,si presentava con sigaro, occhiali, baffi e sopracciglia dipinti, mentre il cinema permise ad Harpo di esaltare le sue grandi doti di mimo.

Accanto ai Marx, comparve il personaggio della ricca vedova Potter-Dumont, che con il suo fare distaccato rappresentava l’alta società , facile bersaglio della loro comicità irriverente20 e oggetto delle insistenti offerte amorose di Groucho.21

Pochi mesi prima dell’uscita del primo film, i Marx iniziarono le riprese di Animal Crackers , diretto da Victor Heerman che si era già occupato delle sceneggiature di Mack Sennet a Hollywood.

Il film era ambientato in una villa patrizia dove Harpo si presentava nelle vesti di un professore avvolto in un lungo, elegante mantello e quando il maggiordomo riusciva a farselo consegnare, restava in mutande, afferrava una carabina e iniziava a sparare ai cappelli delle signore, alla pendola dell’orologio e a una statua che si animava rispondendo al fuoco.

Insieme a Chico, che impersonava il musicista italiano Emanuel Ravelli, cercava di smascherare un ipotetico ladro, mentre Groucho corteggiava la potente signora Rittenhouse (Margaret Dumont).

In realtà, la loro presenza nella dimora principesca, segnava il passaggio dall’ordine al caos.

Entrambi i film ebbero ottennero un grande successo.

Nel 1931 i fratelli Marx si trasferirono a Hollywood per girare Monkey Business (Piccoli Imbrogli) interpretando il ruolo di quattro clandestini a bordo di un transatlantico22. Mentre nei film precedenti Zeppo aveva interpretato personaggi secondari, in questo film vennero poste in primo piano le sue doti canore.

Il personaggio femminile fu interpretato da Thelma Todd , un’attrice che in seguito scomparse prematuramente in circostanze misteriose. In una lunga sequenza del film, Harpo nasconde una rana nel cappello e si trasforma in un burattino insinuandosi in un teatrino dei bambini. Memorabile la sua esecuzione all’arpa di O sole mio.

Terminate le riprese , Harpo trascorse un periodo di studio nel villaggio residenziale the Garden of Allah a Los Angeles. Quando scoprì che il suo vicino di casa era Sergei Rachmaninoff, aprì tutte le finestre e per tentare di impressionarlo si mise a suonare ossessivamente le prime quattro battute del suo celebre Preludio in do diesis minore. Rachmaninoff chiese di essere trasferito immediatamente in un altro bungalow,” il più lontano possibile da quell’arpista mortale”. Più avanti Harpo scoprì che il maestro detestava quella composizione considerandola un lavoro minore.

L’enorme successo ottenuto dai primi 3 lungometraggi indusse la Paramount a proporre altri due film ai Marx. In Horse Feathers (Piume di cavallo) fu riproposto il tema vaudeville di Fun in hi skule , ambientandolo in un College.

Duck Soup (La guerra lampo dei Fratelli Marx, 1933) fu un insucesso a livello commerciale, ma è considerato un capolavoro della storia del cinema23. Diretto da Leo McCarey24 , ambientato nelle terre immaginarie di Freedonia e Sylvania , fu una satira feroce contro la guerra.

Il pubblico probabilmente era abituato a un immagine diversa della loro comicità e anche la critica del tempo lo considerò un film meno divertente dei precedenti.

Duck Soup fu anche l’ultimo film interpretato da Zeppo; da quel momento i fratelli Marx restarono in tre e ciascuno di loro intraprese una carriera individuale parallela.

Groucho e Chico iniziarono a lavorare per la radio (Harpo, essendo “muto”, non poteva collaborare con loro)25. Groucho interpretò anche una commedia come attore classico.

Nell’ Autunno del 1933 Harpo fu invitato in Russia26 dove si esibì come arpista solista alternando l’esecuzione dei brani strumentali con alcuni numeri comici di pantomima.

Il suo successo fu strepitoso e al termine del suo concerto a Mosca fu acclamato con dieci minuti di stand ovation.

Durante il viaggio visitò Amburgo, subito dopo l’ascesa al potere di Adolf Hitler e restò sconvolto nel vedere le stelle di David e la parola Jude impresse sui negozi.

Seppure nel film Duck Soup non fossero presenti riferimenti specifici alla realtà di quegli anni,nella sua autobiografia Harpo racconta: “I discorsi di Hitler venivano trasmessi alla radio in America. Hindeburg era morto e ora Adolph Hitler era dittatore assoluto della Germania. In quei discorsi minacciava di strappare il trattato di Versailles e di creare una forza militare aerea e navale in Germania, escludendo l’Austria e la Cecoslovacchia.

Minacciava anche di boicottare e togliere la cittadinanza agli ebrei.

Fino ad allora non mi era mai successo di provare una tale emozione di rabbia allo stato puro e di sentirmi ferito al punto da desiderare di picchiare qualcuno a sangue freddo.

Si era ancora in quella fase in cui molte persone sostenevano che Hitler non avrebbe mai realizzato veramente i suoi piani e che i suoi intenti, le sue minacce, erano soltanto una cattiva imitazione di un altro comico: Mussolini.

Ma io, già dalla mia visita ad Amburgo nell’autunno del ’33, avevo invece avuto un presagio molto negativo e funesto leggendo e informandomi sulla situazione che si stava delineando. 

Nel 1934 i Fratelli Marx firmarono un contratto con il produttore Irving Talberg, uno dei personaggi più celebri e potenti di Hollywood, proprietario della Metro Goldwin-Mayer.

Il primo film della serie fu A night at the opera (1935)27 che li vide ancora affiancati alla ormai mitica Margaret Dumont e contenne alcune delle gags più famose dei Marx inserite in una trama ben precisa.

Esilarante fu il modo in cui dissacrarono, anzi , praticamente distrussero, il rigido mondo del Teatro dell’Opera, dei suoi schemi, delle sue ritualità sociali. Addirittura una delle celebri melodie del Trovatore di Verdi venne fatta abilmente confluire in una canzone ispirata al baseball , mentre una vera e propria partita si compiva nella buca dell’orchestra dove Chico e Harpo28 ne combinavano di tutti i colori.

L’Opera europea nel film venne trasformata in uno spettacolo di vaudeville con un risultato di una comicità devastante (soprattutto per chi conosce , frequenta o lavora nel mondo dell’Opera Lirica).

In quel periodo, durante un party, Harpo incontrò l’attrice Susan Fleming e fu amore a prima vista.

Si sposarono il 28 settembre 1936 e il loro matrimonio durò tutta la vita29.

Nell’autobiografia Harpo parla a lungo delle circostanze che lo portarono, da scapolo irriducibile, a decidere di sposarsi e a godere di un matrimonio felice.

La coppia fu sempre molto unita e adottò quattro bambini: Bill, Alex, Jimmy e Minnie.

Harpo scrisse nel 1961:”Susan, una bambina senza radici30, e io, un lupo solitario che si era sposato con 20 anni di ritardo, fummo adottati dai nostri figli esattamente come noi li avevamo adottati.”

Nel 1936 Salvator Dalì ideò una sceneggiatura per i Marx che non fu mai utilizzata, poi dipinse un ritratto di Harpo e costruì per lui un’arpa utilizzando filo spinato al posto delle corde e cucchiaini metallici utilizzati come chiavi per accordare.

La collaborazione dei tre fratelli con la M.G.M. continuò con la realizzazione di A day at the races (Un giorno alle corse) (1937) 31 , Room Service (Servizio in camera)(1938), At the Circus (Tre pazzi a zonzo)(1939), Go West (I cowboys nel deserto)(1940) e The Big Store (Il bazar delle follie)(1941)32

Subito dopo la guerra, nel 1946 Harpo produsse il film A Night in Casablanca per pagare i debiti di gioco di Chico.

In quegli anni era una celebrità in America e la sua foto fu pubblicata sulla copertina del magazine Life.

Nell’ultimo film dei Marx, Love Happy (1949), fu Harpo l’ideatore della trama (la regia di David Miller, un suo amico, è praticamente inesistente)33.

Con la celebre scena sui tetti di Time Square , terminò la stagione cinematografica del celebre trio.

Groucho continuò a lavorare autonomamente alla radio e iniziò a pubblicare i suoi scritti34 35

Chico proseguì le sue tournèe dirigendo la Chico Band Orchestra.

Nel 1956 Billy Marx ( il primo figlio adottato da Harpo), che aveva compiuto i suoi studi musicali alla Julliard ed era divenuto un affermato pianista e arrangiatore (scrisse anche un Concerto per arpa e orchestra), contattò la Mercury Records per produrre un album interpretato dal padre.

I musicisti che collaborarono alla realizzazione discografica furono Buddy Collette, flautista, Fred Katz, violoncellista, Paul Horn Smith, pianista, John Hall alla chitarra , Carson Smith al basso.

L’album si chiamava “Harpo in Hi-Fi”e insieme ai musicisti citati se ne aggiunsero altri, oltre allo stesso Billy che si occupò di alcuni arrangiamenti. Nel 1958 uscì un secondo Album, sia in mono che in stereo, dal titolo “Harpo at Work”.

Billy Marx , nel descrivere la difficoltà dei brani e in particolare dei cromatismi da eseguire sulla pedaliera dell’arpa, disse che c’erano più pedali in una breve sezione del brano dal titolo “Laura” che nell’intero concerto per arpa di Handel. E aggiunse:”Ogni arpista potrà dirvi che è sufficiente un errore di pedale per cacciarsi seriamente nei guai e non ritrovarsi più con le note, ma mio padre fu in grado di affrontare meravigliosamente anche i passaggi più arditi”

Al 1959 risale l’ultima apparizione televisiva dei fratelli Marx in The incredible Jewel Robbery , una puntata della General Electric Theater.

L’11 ottobre 1961 Chico morì per un collasso cardio-circolatorio e fu sepolto nel Freedom Mausoleum del Forest Lawn Memorial Park Cemetery a Glendale36

In quel periodo le apparizioni pubbliche di Harpo si diradarono a causa di una malattia cardiaca che l’aveva colpito e per la quale aveva smesso di suonare l’arpa. Riprese a dipingere e partecipò a qualche spettacolo di beneficenza interpretando il direttore d’orchestra Arturo Harponini nell’esecuzione della Sinfonia dei Giocattoli di Haydn37

Il 28 settembre 1964 morì durante un intervento a cuore aperto.

Susan seguì le ultime volontà del marito donando le sue arpe alla Jerusalem Rubin Academy e il suo marchio alla nazione di Israele.

Bibliografia:

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Websites:

www.imdb.com

www.marxbrothers.org

www.whyaduck.com/index.htm

Video Documentari:

Inside the Marx Brothers, Koch Entertainment Distribution, 2003

The Marx Brothers in a Nutshell, Whyaduck Productions, 2004

The Unknown Marx Brothers, Wellspring 1993

 

Filmografia:

Humorisk (1920) – Harpo,Groucho,Chico

Too many kisses (1925) – Harpo

A kiss in the dark (1925) – Zeppo

The Cocoanuts (1929) – Harpo, Groucho, Chico, Zeppo

Animal crackers (1930) -Harpo, Groucho, Chico, Zeppo

Monkey business (1931) – Harpo, Groucho, Chico , Zeppo, Sam (Frenchie) Marx

The House that shadows built (1931) – Harpo, Groucho, Chico, Zeppo

Horse feathers (1932) – Harpo, Groucho, Chico, Zeppo

Hollywood on Parade n°5 (1932) – Harpo, Groucho, Chico

Duck Soup (1933) -Harpo, Groucho, Chico, Zeppo.

Hollywood on Parade n°9 (1933) – Chico

Hollywood on Parade n°11 (1933) – Groucho, Harpo.

La fiesta de Santa Barbara (1935) – Harpo

A night at the Opera (1935) – Harpo, Groucho, Chico

Hollywood the second step (1936) – Chico

A day at the races (1937) – Harpo, Groucho, Chico.

Sunday night at the trocadero (1937) – Groucho

Room Service (1938) – Harpo, Groucho, Chico.

At the Circus (1939) – Harpo, Groucho, Chico

Go West (1940) – Harpo, Groucho, Chico.

The big store (1941) -Harpo, Groucho, Chico.

Screen Snapshots series 23, n°2 ( !943) – Groucho

Screen snapshots n°8 (1943) – Harpo, Chico, Groucho.

Stage door canteen (1943) – Harpo

All star bond rally (1945) – Harpo, Bob Hope, Big Crosby, Frank Sinatra.

Night in Casablanca (1946) – Groucho, Harpo, Chico

Copacabana (1947) – Groucho, Carmen Miranda

It’s only money (1948) – Groucho, Frank Sinatra, Jane Russel.

Love Happy (1949) – Harpo, Groucho, Chico.

Mr.Music (1950) – Groucho.

Double Dinamite (1951) – Groucho

A girl in every port (1952)- Groucho

Will success spoil Rock Hunter? (1957) – Groucho

The story of Mankind (1957) – Harpo, Groucho, Chico

Showdown at ulcer gulch (1958) – Groucho, Chico

Skidoo (1968) – Groucho

 

1 Il nome Harpo fu suggerito da Art Fisher, proprietario del Teatro Orpheum di Galesburg (Illinois),durante una partita a carte. Anche i suoi fratelli ottennero i soprannomi in relazione alle loro personalità e alle loro passioni. Leonard, ad esempio, divenne Chico perché inseguiva continuamente le donne (dall’inglese”chicks”, ovvero “pollastre”).

2Harpo cambiò il suo nome da Adolph in Arthur nel 1911. Questo fatto fu dovuto principalmente alla sua antipatia per il nome, in quanto da bambino lo chiamavano Ahdie.

3Groucho Marx scrisse: “ Sam era un cuoco eccellente mentre Minnie non sapeva far nulla in casa senza mio padre.”

4Una affiche d’epoca la definì “The Chicago Only Lady Producer”.

Groucho Marx di lei disse: “Come agente Minnie era insuperabile, senza di lei saremmo rimasti delle nullità. E’ stata la donna più importante della mia vita.”

5Groucho Marx affermò: “ Non eravamo poveri, è solo che non avevamo un soldo! Ero un disadattato, un bruscolo nell’occhio del mondo, un intoppo nell’ingranaggio dell’universo. Non potevo neanche guardarmi in faccia perchè non avevo i soldi per comprarmi uno specchio.”

6Il nome d’arte Al Shean era una contrazione americanizzante di Schoemberg.

7Vaudeville è un termine francese derivato probabilmente da “voix de ville” (voce della città) che ebbe vari significati nella storia della musica. Nel 1400 indicava una canzone satirica licenziosa o anche irrispettosa. Nel 1700 indicava un genere di spettacolo molto in voga il cui esempio più significativo fu “The Beggar’s Opera” (L’Opera del Mendicante) di John Gray, una commedia in prosa continuamente interrotta dalle arie degli attori, da cui, più recentemente, Bertold Brecht trasse spunto per la sua Opera da Tre Soldi. Anche Mozart inserì un Vaudeville nel terzo atto del “Ratto del Serraglio”.

8Minnie Schoemberg recitò qualche volta insieme ai figli sotto lo pseudonimo di Minnie Palmer.

9Nato nel 1889, un anno dopo Harpo, Chaplin era figlio di attori del Vaudeville.

La madre era una soubrette che aveva adottato il nome di Lily Haley. Durante uno spettacolo perse la voce nel bel mezzo di una canzone e decise di farsi sostituire dal figlioletto Charlie di soli 5 anni che imitando candidamente il crollo della voce materna fece esplodere l’ilarità del pubblico in sala che lo ricoprì di una pioggia di monetine. Un segno del destino?

10Il critico cinematografico Raymond Durgnat scrisse: “Attraverso Chico gli immigrati potevano prendersi una rivalsa liberatrice sulla xenofobia americana che li faceva sentire cittadini di terza classe”.

11Groucho Marx affermò: “Noi ci arrabattammo anni e anni prima di arrivare. Lavoravamo in cittaduzze dove oggi mi rifiuterei di essere sepolto, anche se il funerale fosse gratis e in più mi regalassero la lapide”

12L’arpa nuova costò 45 dollari e sembra fosse un regalo dello zio di Harpo, Al Shean

13 Varie furono le ragioni che indussero Harpo ad adottare il mutismo sulle scene.

Dopo uno dei suoi spettacoli, uscì una recensione che probabilmente lo condizionò: “Harpo Marx ha mostrato al pubblico una brillante pantomima, rovinata soltanto dai momenti in cui parlava.”

Un’altra spiegazione la fornisce Groucho: “Dopo uno spettacolo tenuto a Winnipeg scoppiò una lite col proprietario del teatro che non voleva pagarci. Alla termine di una estenuante discussione, quel tipo ci liquidò consegnandoci una serie di sacchi pieni di spiccioli (nickels, pennies e dimes) che fummo costretti ad accettare in fretta e furia perchè il nostro treno sarebbe partito da lì a 10 minuti. Furibondo, Harpo gli gridò: – Spero che il tuo teatro bruci! – Il giorno dopo ci giunse la notizia che il teatro aveva veramente preso fuoco ed era stato distrutto dalle fiamme. Da quel giorno sono convinto che la voce di Harpo sia come una di quelle asce che si trovano appese alle pareti dei corridoi nei luoghi pubblici: – Da usarsi solo in casi di emergenza! – “

14Gummo aprì un’attività commerciale nel settore dell’abbigliamento. Quando lasciò la Compagnia, così commentò: “Penso che debbano interamente a me il loro successo. Io lascio la scena.”

15Il nome Zeppo era ispirato al coevo dirigibile Zeppelin.

Groucho Marx scrisse: “L’unico modo infallibile per provare una nuova gag era quello di proporla a Zeppo. Se gli piaceva, la scartavamo.”

Grazie alla sua prestanza fisica Zeppo fu definito “Il fratello Marx che ebbe sempre le donne pronte, ma mai le battute.”

16Una celebre frase di Harpo: “Money isn’t everything, but the lack of money isn’t anything” (Il denaro non è tutto, ma la mancanza di denaro non è niente.)

17Nell’autobiografia scrive: “Quando misi le mie mani sulle corde dopo tanto tempo, mi resi conto di quanto mi era mancato quel vecchio mostro”.

18Quando era bambino Harpo rubava i fiori del giardino di un vicino di casa antipatico, Mr.Green.

19Dopo il funerale, Aleck Woollcott scrisse uno splendido ritratto di Minnie che Harpo riporta integralmente nella sua autobiografia.

20 Margaret Dumont : “Questi ragazzi hanno rovinato la mia carriera. Nessuno mi prendeva più sul serio come attrice drammatica perchè si aspettavano da un momento all’altro che Groucho comparisse sotto la mia gonna”.

21Una frase tipica di Groucho rivolta alla Dumont: “Volete sposarmi? Avete ereditato molto denaro? Rispondete prima alla seconda domanda.”

22Nel film comparve anche Sam (Franchie) Marx.

23Nel 1998 l’American Film Institute annoverò Duck Soup tra i 100 film americani più importanti di tutti i tempi.

24Leo McCarey aveva creato la coppia Laurel-Hardy e Duck Soup era già stato il titolo di una delle loro prime pellicole.

25Il titolo del programma era Beagle, Shyster & Beagle, mutato poi in Flywheel Shyster & Flywheel.

26Harpo fu il primo artista americano ad essere invitato in URSS.

27Nella sigla iniziale i Marx ruggivano al posto del classico leone della MGM.

28Nel film Harpo non si avvalse di una controfigura mentre effettuava vere e proprie acrobazie arrampicandosi sul tendone del teatro e usando i cavi per calare le scene come fossero le liane di Tarzan. Al termine delle riprese le sue mani erano piene di ferite e fu assai arduo per lui riprendere a suonare l’arpa.

29Groucho invece si sposò e divorziò tre volte. Chico e Zeppo divorziarono entrambi una volta.

30Susan aveva trascorso la sua infanzia viaggiando continuamente per ragioni di lavoro del padre, ingegnere minerario.

31Durante la lavorazione di A Day at the Races Irving Thalberg morì di polmonite . Aveva solo 37 anni e Groucho scrisse: Dopo la morte di Thalberg il mio interesse per il cinema svanì; continuai a partecipare , ma ogni divertimento era svanito.”

32The Big store segnò l’ultima partecipazione di Margaret Dumont nei film dei Marx.

33Nel film apparve per la prima volta sullo schermo l’attrice Mariylin Monroe che pronunciò un’unica battuta: “Due uomini mi seguono e non so perchè”

34Una delle sue frasi celebri :”All’infuori del cane, il libro è il miglior amico dell’uomo.Dentro il cane è troppo scuro per leggere.”

35Nel 1972 Groucho ricevette dal governo francese il titolo di Commandeur dans l’Ordre des Art et des Lettres al Festival del Cinema di Cannes e nel 1974 ottenne l’Oscar alla carriera.

36Anche Gummo , scomparso nel 1977, fu sepolto in una cripta accanto a lui.

37 Notizia riportata da Carrol Mc Laughin nel suo articolo su Harpo Marx pubblicato dall’American Harp Journal nel 1983.


Questo articolo é stato pubblicato da
Emanuela Degli Esposti