Didattica

Tesi per esame di Biennio per la Laurea di Secondo Livello

Tesi per esame di Biennio per la Laurea di Secondo Livello

 di Alessandra Ziveri

Mi sono diplomata molti anni addietro e quando uscì la Riforma dei Conservatori con l’inserimento dei nuovi corsi di Biennio per la Laurea di Secondo Livello decisi di frequentare il corso di Arpa.

Alla fine dei due anni di studi come da regolamento bisogna sostenere la tesi che si compone di una parte esecutiva, in cui è richiesta l’esecuzione di un concerto per arpa ed orchestra, e da un elaborato scritto che viene discusso in sede di esame con la commissione esaminatrice.

Dopo il percorso svolto seguita dalla Docente Emanuela Degli Esposti, titolare della cattedra di Arpa al Conservatorio di Musica A. Boito di Parma, decidemmo di concludere gli studi portando all’esame due autori a me molto cari, W. A. Mozart e Carlos Salzedo, due grandi compositori, musicisti, uno anche arpista che riuscimmo a legare nonostante le loro diversità.

All’esame di laurea come prassi esecutiva stabilimmo di eseguire il Concerto in Do maggiore per arpa flauto e orchestra KV 299 di Mozart nella sua versione ‘originale’, usando la spartito edito da Breitkopf & Hartel 3095, N.L. 16065 con riduzione pianistica della parte orchestrale e, di Salzedo, ‘Scintillation’.

Tra i due autori il legame diventa il Concerto in Do maggiore scritto da Mozart a Parigi nel 1778 su commissione del Duca di Guines, un flautista non professionista la cui figlia sembra fosse una splendida esecutrice all’arpa. Salzedo fece una revisione di questo concerto apportando modifiche alla parte dell’arpa, cambiamenti a volte molto radicali ed a volte solo indicativi per le diteggiature, allo scopo di facilitare o rendere più agevole l’esecuzione di alcuni passaggi sullo strumento. Ai tempi di Salzedo non era così inusuale trascrivere e modificare anche completamente, importanti composizioni, basti pensare per esempio, alla revisione che fece Marcel Grandjany della Sonata in Sol di C. Ph. E. Bach o del Concerto in Si bemolle di G. F. Haendel di cui anche Salzedo fece una sua versione. Sono le modifiche apportare alla parte arpistica da Salzedo al Concerto di Mozart, che decido di prendere in considerazione per l’elaborato scritto. La tesi quindi non ha come scopo la ricerca o l’analisi della forma o esaminare se le modifiche apportate al testo d’origine siano in stile o meno ma, la pura comparazione del lavoro svolto da Salzedo sulla parte dell’arpa rispetto alla scrittura originaria di Mozart.

La finalità diventa quindi quella di portare a maggiore conoscenza e consapevolezza dell’esistenza di questa elaborazione di Salzedo trovando ed evidenziando le battute differenti nelle due versioni, sottolineandone i cambiamenti in modo neutrale e discreto, lasciando ad ogni singolo esecutore la facoltà di decidere a quale delle versioni avvicinarsi per lo studio e l’esecuzione o semplicemente se ci sia qualcosa di personalmente utile ed interessante nella revisione Salzediana a cui poter attingere. La parte utilizzata per la comparazione (oltre alla Breitkopf & Hartel sopra citata) è l’edizione del ‘Concerto in C Major for flute, harp and orchestra or flute harp and piano’, San Antonio Texas, Southern Music Company 1958 in cui la parte orchestrale è ridotta per pianoforte.

Le modifiche apportate, come dicevo sopra, possono avere diverse funzioni, dalla semplificazione tecnica, alla migliore resa sonora al semplice cambiamento grafico per facilitarne la lettura questo perché, essendo Salzedo arpista, ha lavorato sui vari aspetti inerenti lo strumento, dall’esecuzione, alla resa sonora, alla scrittura.

Alla fine del lavoro si possono contare in totale circa 90 battute riviste da Salzedo di cui 34 nel primo tempo ‘Allegro’, 26 nel secondo tempo ‘Andantino’ e 27 nel terzo tempo ‘Rondo Allegro’.

Volendo in qualche modo sintetizzare la comparazione potremmo dire che le modifiche fatte rispetto al testo originale si possono suddividere in 22 battute con modifica ‘Importante’, 36 con modifica ‘Media’ e 31 con una modifica ‘Leggera’.

Per maggiore chiarezza viene intesa una modifica ‘Importante’ quella così considerevole che arriva quasi a stravolgere il teso originale sia per forma di scrittura, tecnica, esecuzione e risultato sonoro; ‘Media’ è stata considerata quella modifica che influisce anch’essa sulla scrittura, tecnica e risultato sonoro ma senza distaccarsi troppo dall’idea originale; ‘Leggera’ quella modifica che poco, o quasi nulla, dista dalla scrittura iniziale, come per esempio un semplice cambio grafico di scrittura piuttosto che il riempimento di accordi o comunque tutto ciò che di per se non distorce la composizione nella sua idea primaria.

Il risultato della tesi finale si compone di una prima parte in cui viene descritta ed illustrata la vita di Salzedo, talentuoso e particolare arpista,concertista, didatta e compositore, che ha segnato il percorso di evoluzione dello strumento nelle possibilità timbriche e tecniche; la sezione centrale sviluppa la comparazione del concerto nelle versioni prese in esame, e la terza parte che conclude il lavoro,riporta la lista delle composizioni divise per organico, brani originali e trascrizioni in ordine alfabetico che fece Salzedo durante tutta la sua attività.

A titolo esemplificativo vi riporto una pagina della tesi e del lavoro svolto:

 

 Concerto per Arpa, Flauto e Orchestra in Do maggiore KV 299

di Wolfgang Amadeus Mozart

Secondo tempo

Andantino “

 Battute 44 45 46

Mozart