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Intervista / Interview with Viktor Hartobanu!

How was your passion for the harp born? At what age did you start learning this instrument?

Come è nata la tua passione per l’arpa? A che età hai iniziato a studiare questo strumento?

The passion was born in my mother’s womb. She was playing harp in her orchestra until late in her pregnancy. I was one year old when she bought her first harp and I managed to climb on the harp and throw it over twice, even breaking a chair with it. Clearly, there was a lot of passion for the harp. When I was 5 years old, my family and I went to a harp shop for the first time. It was only there when my mother saw a lever harp. She then bought it for herself, but sure enough I was beginning to play on it soon after. She taught me some pieces in September, and I started playing in public in October or November. I made a video about that on my YouTube channel.

La passione è nata nel grembo di mia madre che fino alla fine della gravidanza ha suonato l’arpa nella sua orchestra. Avevo un anno quando acquistò la sua prima arpa e sembra fossi riuscito ad arrampicarmi sullo strumento facendolo oscillare due volte, fino a rompere una sedia. Fu un chiaro segno di passione per l’arpa! Quando avevo 5 anni, insieme alla mia famiglia andammo per la prima volta in un negozio di strumenti e mia madre notò un’arpa a levette che comprò per se stessa, ma di lì a poco iniziai a giocarci. Mi insegnò alcuni brani a settembre e a ottobre o novembre li suonai in pubblico. Ho pubblicato un video di quelle esecuzioni sul mio canale YouTube.

Who were your teachers? What do you remember particularly significant about your studies?

Chi sono stati i tuoi maestri? Cosa ricordi di particolarmente significativo dei tuoi studi?

My mother taught me to play harp and piano, but it wasn’t very consistent. At age 7 I went to a music school and received my first piano lessons with Dorislava Kuntschewa, a wonderful Bulgarian teacher. I made great progress, and she proposed that I should take part in the German music competition for the youth called “Jugend musiziert” and encouraged my mother to also send in an application for the harp. It was already very late and on the last day of application my mother would sit down, sightread through the pieces she bought when I was five and stopped their time in order to fill in the form and personally hand it over to the artistic director of the competition in our region. I started learning the pieces only after that.

I was 8 when I took part in that competition, and I went on to win two first prizes. On the piano, I somehow messed up the last line of my last piece. One jury member mentioned that I could have tried to improvise the line. I understood the assignment, but I had to tell him that I don’t own a piano and the only time I can practice is in my father’s theatre when nobody is using it. That jury member became my piano teacher at the conservatory in Leipzig one year later and his name is Prof. Hanns-Martin Schreiber.

It was also at the same institution that I received my first regular harp lessons with Prof. Max Koch, former solo harpist of the Gewandhaus Orchestra in Leipzig. I was the third-youngest Precollege student in history, while Leipzig has the oldest conservatory in Germany, founded by Felix Mendelssohn-Bartholdy himself.

I went on to enrol as a full student in 2008 and finished my diploma with Magna cum laude only two years later, as one of the youngest students and the one with the shortest time studying there, if you exclude my Precollege years of course. During that time, I also got a new piano teacher, Oriol Plans-Casal, who I prepared several harp competitions with! He is a musical genius and actually had a huge influence on my harp playing.

I went on to study in Geneva with Florence Sitruk for a year, before relocating to Brussels in order to study with Jana Bouskova. Additionally, I went to countless master classes. Some of the greatest influences in my artistic life came from Isabelle Moretti, Sylvain Blassel, David Watkins, Germaine Lorenzini and Fabrice Pierre, but about 15 more teachers have helped me to be who I am today.

My time in Brussels was cut short by me winning the audition for the orchestra academy at the Staatskapelle Berlin. My mentors there, but basically all the great musicians I had the honour to work with, became my teachers. I can proudly say that working with Daniel Barenboim over the course of seven years has taught me tremendously much and has earned me him complimenting my playing in Romanian.

Max Koch taught me a lot about how important it is to always ask questions, wanting to understand how things work and a great deal about life and music in general.

Isabelle taught me about honesty in music, about posture, weight and cleanliness in sound and technique.

Sylvain has encouraged my interest in historic harps and in cyclic programmes, diving deeper into certain repertoires and composers, transcribing and arranging works especially from piano. He’s been there for me in one of my darker times in my career and has led me to become a specialist for the music of the 19th century.

Jana has also led me through that dark moment, building up my confidence, mentoring and guiding me with huge empathy and care, showing me how important it is to always see the whole person and not just the wrong notes.

David has been my mentor since the age of 15. He has encouraged me to become a teacher, has invited me to give my first own master class at 18 and has had such an impact on me as a musician and a person that I can’t just narrow it down.

Fabrice has enchanted me about good sound, crazy techniques and has shown me how important the flexibility of the mind and fingerings are.

I could go on for ages like that. My students know exactly what I mean by that! 😀

Ho iniziato lo studio dell’arpa e del pianoforte con mia madre, poi, all’età di 7 anni, ho frequentato una scuola di musica e ho ricevuto le mie prime lezioni di pianoforte da Dorislava Kuntschewa, una meravigliosa insegnante bulgara. Feci grandi progressi e lei mi propose di partecipare al concorso musicale tedesco per giovani chiamato “Jugend musiziert” e incoraggiò mia madre a inviare anche una domanda per l’arpa. Era già molto tardi e ancora l’ultimo giorno di candidatura lei leggeva a prima vista i pezzi che aveva comprato mentre compilava il modulo da consegnare al direttore artistico.

Avevo 8 anni quando ho partecipato a quel concorso e ho vinto due primi premi. Al pianoforte ho fatto errori nell’ultima riga dell’ ultimo brano e un membro della giuria disse che avrei potuto provare a improvvisare la battuta. Compresi il suo consiglio,ma dovetti dirgli che non possedevo un pianoforte e che potevo esercitarmi solo nel teatro di mio padre quando nessuno usava lo strumento. Quel membro della giuria, il Prof. Hanns-Martin Schreiber, divenne un anno dopo il mio insegnante di pianoforte al conservatorio di Lipsia.

È stato presso la stessa istituzione che ho ricevuto le mie prime lezioni regolari di arpa con il Prof. Max Koch, ex arpista solista della Gewandhaus Orchestra di Lipsia. Ero il terzo studente pre-college più giovane della storia, mentre Lipsia ha il conservatorio più antico della Germania, fondato dallo stesso Felix Mendelssohn-Bartholdy.

Ho continuato a iscrivermi come studente a pieno titolo nel 2008 e ho terminato il mio diploma Magna cum laude solo due anni dopo, come uno degli studenti più giovani e quello con il minor tempo di frequenza, se si escludono i miei anni di pre-college ovviamente. In quel periodo ho avuto anche un nuovo insegnante di pianoforte, Oriol Plans-Casal, con il quale ho preparato diversi concorsi di arpa! È un genio musicale e ha avuto un’enorme influenza sul mio modo di suonare l’arpa.

Ho continuato a studiare a Ginevra con Florence Sitruk per un anno, prima di trasferirmi a Bruxelles per studiare con Jana Bouskova. Inoltre, ho frequentato innumerevoli corsi di perfezionamento. Alcune delle maggiori ispirazioni nella mia vita artistica le devo a Isabelle Moretti, Sylvain Blassel, David Watkins, Germaine Lorenzini e Fabrice Pierre, ma circa 15 altri insegnanti mi hanno aiutato ad essere quello che sono oggi.

Il percorso di studi a Bruxelles fu interrotto dalla mia vittoria all’audizione per l’accademia dell’orchestra alla Staatskapelle di Berlino. I grandi musicisti con cui ho avuto l’onore di lavorare, sono divenuti i miei insegnanti. Posso dire con orgoglio che lavorare con Daniel Barenboim nel corso di sette anni mi ha insegnato moltissimo, e sono fiero dei suoi complimenti (in rumeno!) per il mio modo di suonare.

Max Koch mi ha insegnato quanto sia importante fare sempre domande, voler capire come funzionano le cose e molto sulla vita e sulla musica in generale.

Isabelle mi ha insegnato l’onestà nella musica, la postura, il peso e la pulizia nel suono e nella tecnica.

Sylvain ha incoraggiato il mio interesse per le arpe storiche e per i programmi ciclici, approfondendo alcuni repertori e compositori, trascrivendo e arrangiando opere soprattutto dal pianoforte. È stato per me in uno dei momenti più profondi della mia carriera e mi ha portato a diventare uno specialista della musica del XIX secolo.

Jana mi ha anche guidato in quel momento, rafforzando la mia fiducia, facendomi da mentore e guidandomi con grande empatia e cura, mostrandomi quanto sia importante vedere sempre l’intera persona che suona e non solo le note sbagliate.

David è stato il mio maestro dall’età di 15 anni. Mi ha incoraggiato a diventare un insegnante, mi ha invitato a tenere la mia prima master class a 18 anni e ha avuto un tale impatto su di me come musicista e come persona che non posso limitare la sua presenza nella mia vita in un periodo circoscritto.

Fabrice mi ha incantato per il buon suono, le tecniche folli e mi ha mostrato quanto siano importanti la flessibilità della mente e le diteggiature.

Potrei andare avanti così per secoli. I miei studenti sanno esattamente cosa intendo con questo! 😀


We know your magnificent videos from the “Opera et Labora” series, how did this idea of yours come about?

Noi conosciamo i tuoi magnifici video della serie “Opera et Labora”, come è nata questa tua idea?

2012 was the year of YouTube vloggers reaching the mainstream. I was in Berlin, and I had a beautiful repertoire ready to play, but no time besides the opera house to actually present it somewhere. So, I decided to start a channel with the goal to preserve the pieces and it was a good decision, because 2013 became the first year I had no time to learn a new solo piece. I played so much orchestra and chamber music repertoire, that there simply was no time to appear as a soloist. At the same time, I didn’t just want to put my music on. I wanted to talk to the people the same way vloggers did and the same way I usually do at my recitals. I wanted to engage with the audience.

After recording my repertoire and adding also older recordings from when I was a child, a long gap happened and it wasn’t until Covid that I went back to YouTube with a new camera, new microphones and the possibility to record at the chapel of my conservatory in Feldkirch.

Il 2012 è stato l’anno in cui i “vlogger” di YouTube hanno raggiunto il “mainstream”. Ero a Berlino e avevo un bellissimo repertorio pronto da suonare, ma non c’era tempo oltre al teatro dell’opera per presentarlo effettivamente da qualche parte. Quindi, ho deciso di avviare un canale con l’obiettivo di preservare i brani ed è stata una buona decisione, perché invece il 2013 è stato il primo anno in cui non ho avuto tempo per imparare un nuovo brano solista. Ho suonato così tanto repertorio d’orchestra e musica da camera, che semplicemente non c’era tempo per il repertorio solista. Allo stesso tempo, non volevo solo registrare le mie esecuzioni, ma desideravo parlare con le persone nello stesso modo in cui facevano i “vlogger” e nello stesso modo in cui lo faccio di solito ai miei recital. Volevo coinvolgere il pubblico.

Dopo aver registrato il mio repertorio e aver aggiunto anche registrazioni di quando ero bambino, c’è stato un lungo intervallo e solo dopo il Covid sono tornato su YouTube con una nuova videocamera, nuovi microfoni e la possibilità di registrare nella cappella del conservatorio dove insegno a Feldkirch.

How were your Italian musical experiences?

Come sono state le tue esperienze musicali italiane?

I’ve had the honour to play in San Marino and in Saluzzo, as well as teaching and being a jury member there and lastly, I’ve had the special pleasure of coming to Parma and teaching at the conservatory there. I am in love with the country and the people! I also had the luck to go to the opera in Venice and in Palermo as well as other places, so I can say I had quite a round musical experience of Italy. There is something about the sound, the temperament and passion I find unique, and I would wish that more Italians would appreciate the high level of culture and the unfathomable riches you are surrounded with.

I also remember my concert and master class in Sassari, while we were still under partial lock down due to Covid. It was an incredible experience and very representative for our time.

Ho avuto l’onore di suonare a San Marino e a Saluzzo, oltre a insegnare e far parte della giuria e, infine, ho avuto il piacere speciale di andare a Parma per una master al conservatorio. Sono innamorato del paese e della gente! Ho anche avuto la fortuna di andare all’opera a Venezia e a Palermo così come in altri luoghi, quindi posso dire di aver avuto un’esperienza musicale piuttosto intensa in Italia. C’è qualcosa nel suono, nel temperamento e nella passione che trovo unici, e vorrei che più italiani apprezzassero l’alto livello di cultura e le incredibili ricchezze di cui sono circondati.

Ricordo anche il concerto e la master class a Sassari, mentre eravamo ancora in parziale isolamento a causa del Covid. È stata un’esperienza incredibile e significativa.

Do you think playing in an orchestra is also formative for a soloist?

Pensi che sia formativo anche per un solista suonare in Orchestra?

Formative, of course. Necessary, no. I love playing in an orchestra, but there’s something about being thrown together with 100 other sensitive personalities while never really being a part of any group and always having to fend for oneself, I was sure I don’t want to be a part of for forever. If you have the chance to play in an orchestra, be serious about it. Be on time, get your fingers and your harp ready, know your score by heart but also get a full score to follow what’s happening around you, listen carefully, put your hearing and your musical taste to the test and learn every second from it.

At the same time, you can do all that by listening to great musicians. Pianists, violinists, conductors leading great orchestras. You don’t necessarily have to be part of an ensemble to get the full musical experience.

Formativo, ovviamente. Necessario, no. Adoro suonare in un’orchestra, ma c’è qualcosa nell’essere messi insieme ad altre 100 personalità sensibili, pur non facendo mai veramente parte di nessun gruppo e dovendo sempre badare a se stessi, per cui ero sicuro di non volerne far parte per sempre. Se hai la possibilità di suonare in un’orchestra, devi essere serio, puntuale, tieni le dita e l’arpa pronte, studia la tua parte a memoria, ma procurati anche una partitura completa per seguire ciò che accade intorno a te, ascolta attentamente, metti alla prova il tuo udito, il tuo gusto musicale e impara ogni secondo da questo.

Allo stesso tempo, puoi fare tutto ciò ascoltando grandi musicisti: pianisti, violinisti, direttori alla guida di grandi orchestre. Non devi necessariamente far parte di un ensemble per vivere un’esperienza musicale completa.

If an Italian harpist wants to study at the Hochschule with you, what should he do? Is there an entrance exam?

Se un arpista italiano volesse studiare nella Hochschule con te, cosa dovrebbe fare? C’è un esame di ammissione?

Of course there is! I like to get to know my applicants before, but you still have to go through an audition process, including playing the harp, music theory and piano exams, at least for the Bachelor’s degree. For the Master’s degree you either have to show how you teach or prepare an essay about concert formats, depending on whether you’re studying pedagogy or you go for an artistic career. Our Bachelor’s degrees are also split into a music education and a music performance part. And since we’re in Austria: you’ll have to know German at least on a B1 level.

Certo che c’è! Mi piace conoscere i miei candidati prima, ma occorre superare l’ audizione per arpa, teoria musicale ed esami di pianoforte, almeno per la laurea. Per il Master devi mostrare come insegni o preparare un saggio sulle forme dei concerti, a seconda che tu stia studiando pedagogia o che tu desideri intraprendere una carriera artistica. I nostri diplomi di laurea sono anche suddivisi in una parte di educazione musicale e una parte di performance musicale. E visto che siamo in Austria, dovrai conoscere il tedesco almeno a livello B1

What are your tips for young harp students who want to establish themselves and prepare for competitions?

Quali sono i tuoi consigli per i giovani studenti di arpa che desiderano affermarsi e preparare concorsi?

I know competitions are important to a degree, especially since I’ve done a fair share of them myself. However, more important than a prize are the months and years of work to go to a competition.

Competitions are a test of nerves within the moment they happen. Some people are amazing in controlling themselves and doing the best there. But if you’re an artist, you can’t be limited to that moment. I’ve seen people win big competitions and disappearing afterwards. Some are great at preparing, but not at winning. What is more important then? The passion to express your truthful self. That’s exactly what makes you appealing to an audience. The greatest careers belong to those who believe in themselves, who are passionate about what they do and know what they want. Some of those win great competitions, but not all of them. But whatever you do, learn how to practice, learn discipline, be kind to yourself and try to understand how your mind and body work. They are your tools and if you treat them well you will have them for a long time.


So che i concorsi sono importanti, soprattutto perché ne ho fatti una buona parte io stesso. Tuttavia, più importanti di un premio, sono i mesi e gli anni di lavoro per preparare un concorso.

I concorsi sono una prova di nervi nel momento in cui hanno luogo. Alcune persone sono straordinarie nel controllarsi e nel dare il meglio. Ma se sei un artista, non puoi limitarti a quel momento. Ho visto persone vincere grandi concorsi, poi scomparire. Alcuni sono bravi a prepararsi, ma non a vincere. Cos’è più importante allora? La passione per esprimere il tuo vero essere. Questo è esattamente ciò che ti rende attraente per un pubblico. Le più grandi carriere appartengono a coloro che credono in se stessi, che sono appassionati in ciò che fanno e sanno cosa vogliono. Alcuni di loro vincono grandi concorsi, ma non tutti. Ad ogni modo, qualunque cosa tu faccia, impara a studiare, impara la disciplina, sii gentile con te stesso e cerca di capire come funzionano la tua mente e il tuo corpo. Sono i tuoi strumenti e se li tratti bene li avrai per molto tempo.

What are your future harp projects?

Quali sono i tuoi futuri progetti arpistici?

There are quite a few. I will continue to perform a programme with a puppeteer and a soprano where we tell the story of how Columbine and Pulcinella met during a full moon, called “Clair de lune”. In August I will be part of Concerto Köln and the Dresdner Festspielorchester in order to record and perform the “Rheingold” by Wagner on period instruments in Dresden, Köln, Ravello and Lucerne and we’re continuing our journey with “Die Walküre” next year. The harp I’m using for that project belonged to Clelia Gatti-Aldrovandi, which will be the muse for my next project to learn and perform the pieces dedicated to her on her own harp. But at the same time, I’m performing and expanding a repertoire which reflects my past three years, called “Heart in Pieces” which I will also gradually record for YouTube. There I play my own adaptations of pieces by Mozart, CPE Bach, Lysenko, Ginastera, Brahms, Glinka/Balakirew, Banan, Debussy, Renié, Scarlatti and Zabel. And I’m still composing and writing a method for beginners, so there’s a lot to do!

Sono numerosi. Continuerò a eseguire un programma insieme a un burattinaio e un soprano in cui raccontiamo la storia di come Colombina e Pulcinella si sono incontrati durante una luna piena, un programma chiamato “Clair de lune”. Ad agosto farò parte del Concerto Köln e della Dresdner Festspielorchester per registrare ed eseguire il “Rheingold” di Wagner su strumenti d’epoca a Dresda, Colonia, Ravello e Lucerna, poi continueremo il nostro viaggio con “Die Walküre” l’anno prossimo. L’arpa che sto usando per il progetto apparteneva a Clelia Gatti-Aldrovandi che sarà la musa ispiratrice del mio prossimo progetto di imparare ed eseguire i brani a lei dedicati sulla sua stessa arpa. Allo stesso tempo, sto esibendo e ampliando un repertorio che riflette i miei ultimi tre anni, chiamato “Heart in Pieces”, che gradualmente registrerò anche su YouTube. Suonerò i miei adattamenti di brani di Mozart, CPE Bach, Lysenko, Ginastera, Brahms, Glinka/Balakirew, Banan, Debussy, Renié, Scarlatti e Zabel. E sto ancora componendo e scrivendo un metodo per principianti, quindi c’è molto da fare!

(a cura di Emanuela Degli Esposti )


Questo articolo é stato pubblicato da
Redazione Redazione di IN CHORDIS, la rivista online dell'Associazione Italiana dell'Arpa.