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ORFEO

Orfeo nasce da una domanda: quale musica avrà suonato Orfeo per incantare ogni creatura, attraversare il regno dei morti e tentare di ricondurre Euridice alla luce? Da questa immaginazione prende forma un viaggio in dodici brani, ciascuno dedicato a una figura del mito. Non personaggi da raccontare, ma simboli interiori: emozioni, passaggi, trasformazioni. Il mito diventa così esperienza dell’anima. La musica non segue il tempo della narrazione, ma apre uno spazio di ascolto in cui memoria, immaginazione e silenzio si incontrano. È un percorso di discesa e ritorno, di perdita e rinascita, ispirato alla dimensione rituale del viaggio di Orfeo. La scrittura, vicina al linguaggio della musica classica contemporanea, intreccia l’arpa celtica ad archi, legni, ottoni, percussioni, dando vita a un paesaggio sonoro essenziale e visionario. La musica è composta per la poesia e la danza, questa musica invita l’anima ad abitare il racconto e a trasformarlo in gesto. Orfeo non offre risposte: custodisce una domanda antica e la affida alla musica, perché continui a risuonare in chi ascolta.

Vincenzo Zitello: arpa celtica, viola, violoncello, contrabbasso, flauti traversi (Do/Sol/Basso), ottavino, glochenspiel, clarinetti (Eb/Do/Bb e basso Bb), lama sonora.

Fulvio Renzi: violino

Giovanna Barbati: violoncello

Laura Garampazzi: euphonium, cornetta, tromba in Bb

Simone Colzani: timpani, rullante, rider

Glen Velez: bodhran, triangolo, rider, metalli

Gianfranco Dadda: timpani

Mauro Arcari: oboe d’amore

Pierangelo Pandiscia: campane tubolari, gong tibetano

Joe Olivini: waterphone

Myriam Stivala: soprano

n.b. Per le musiche non è stata usata intelligenza artificiale: sono tutti strumenti veri suonati da esseri umani.

Vincenzo Zitello dedica questo Album all’amico Franco Battiato


Questo articolo é stato pubblicato da
Redazione Redazione di IN CHORDIS, la rivista online dell'Associazione Italiana dell'Arpa.