Letizia Lazzerini recording Mario Castelnuovo Tedesco
(a cura di Emanuela Degli Esposti)
Il 7 gennaio 2026 l’arpista Letizia Lazzerini, vincitrice della tredicesima edizione dell’ International Harp Contest in Italy Suoni D’Arpa, ha registrato in modo magistrale il Concertino per arpa, quartetto d’archi e 3 clarinetti op. 93 (1937) di Mario Castelnuovo Tedesco.
Si tratta del brano che farà parte di un CD monografico dedicato a questo straordinario musicista e non sembra un caso che la registrazione sia stata effettuata a Firenze, città natale di Mario Castelnuovo Tedesco e anche di Letizia.
Il CD sarà totalmente finanziato dalla Tactus, come previsto dal monte premi del nostro concorso.
I musicisti di altissimo livello che hanno suonato insieme all’ arpista sono: Daniele Dalpiaz (violino I), Davide Bini (violino II), Anna Espejo I Fitè (viola), Duccio Dalpiaz (violoncello), Alessandro Casini (clarinetto I), Jennifer Piazza (clarinetto II), Iacopo Carosella (clarinetto basso).
La direzione del gruppo cameristico è stata del Maestro Pietro Veneri, docente di Direzione d’Orchestra al Conservatorio Arrigo Boito di Parma, che desidero ringraziare per la preziosa collaborazione in questo progetto della nostra associazione.
Oltretutto considero miracolosa l’avvenuta registrazione, dato che il 7 gennaio in Emilia era in corso uno sciopero dei treni a causa dell’uccisione del capotreno Alessandro Ambrosio, oltre alle abbondanti nevicate tra Bologna e Firenze che hanno reso difficili gli spostamenti.
I ringraziamenti sono anche rivolti al tecnico del suono, Davide Cristiani, al Direttore Artistico della Tactus Giuseppe Monari e a Diana Castelnuovo Tedesco che è in contatto con noi per completare il programma dell’Album di Letizia con alcuni inediti.
Il progetto infatti prevede la registrazione di brani scelti tra i seguenti:
On January 7, 2026 Letizia Lazzerini, harpist, winner of the thirteenth edition of the International Harp Contest in Italy Suoni D’Arpa, masterfully recorded Mario Castelnuovo Tedesco’s Concertino for harp, string quartet, and three clarinets, Op. 93 (1937). This piece will be included in a monographic CD dedicated to this extraordinary musician, and it is no by chance that the recording was made in Florence, the birthplace of both Mario Castelnuovo Tedesco and Letizia Lazzerini.
The CD will be fully financed by Tactus, as provided for in the competition prize money.
The musicians of the highest caliber who played alongside the harpist are: Daniele Dalpiaz (first violin), Davide Bini (second violin), Anna Espejo I Fitè (viola), Duccio Dalpiaz (cello), Alessandro Casini (first clarinet), Jennifer Piazza (second clarinet), Iacopo Carosella (bass clarinet).
The chamber group was conducted by Maestro Pietro Veneri, professor of Orchestral Conducting at the Arrigo Boito Conservatory in Parma, whom I would like to thank for his valuable collaboration in this project of our association.
What’s more, I consider the recording to be miraculous, given that on January 7, there was a train strike in Emilia due to the murder of train conductor Alessandro Ambrosio, in addition to heavy snowfall between Bologna and Florence, which made difficult to travel.
Thanks also go to the technician of the sound Davide Cristiani, to the Tactus artistic director Giuseppe Monari and to Diana Castelnuovo Tedesco, who is in contact with us to complete the program of Letizia’s Album with some unpublished works. The project involves the recording of pieces chosen from the following:
Rhapsody
– The Harp of King David, Op. 209
Sonata per Violoncello e Arpa
, Op. 208
Concertino per Arpa e Orchestra da Camera
, Op. 93b
** Greeting Cards: Arabesque on the name of Roger
, Op. 170/29
Greeting Cards: Second Arabesque for Harp on the name of Pearl
Chertok
, Op. 170/45
**
The Persian Prince on the name of David Blumberg
, for harp and
viola, Op. 170/51
**
Three Sephardic Songs
, for medium voice and harp



Letizia Lazzerini è nata a Firenze nel 2002. Ha conseguito il Diploma di Vecchio Ordinamento con lode e menzione presso il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze nel 2019, nella classe di Patrizia Pinto, per poi iniziare la sua carriera da solista esibendosi in diverse città europee.
È titolare di un Master Solista (2025) e di un Master d’Orchestra (2023) presso l’Haute École de Musique di Losanna, nella classe di Letizia Belmondo. Continua attualmente la sua formazione all’Ecole Normale de Musique Cortot a Parigi, nella classe di Nicolas Tulliez, dove fa parte del Programma Élite.
Durante la stagione 2022/2023 è stata arpista dell’Accademia della Berner Symphonieorchester, e dal 2025 è prima arpa dell’Orchestra Giovanile Italiana.
Vincitrice di numerosi concorsi internazionali, ha ottenuto, tra gli altri, i Primi Premi ai concorsi Szeged International Harp Competition (2025), International Harrp Contest in Italy Suoni d’Arpa (2024), Rovere d’Oro (2024) e Marcel Tournier (2019). È inoltre insignita del Premio Tremplin della Fondazione Leenaards, del Premio
BCV e del Premio Coup de Cœur della Banque Cantonale Vaudoise.
Letizia si esibisce regolarmente in recital e come solista con orchestre di fama, tra cui l’Orchestra da Camera di Losanna, l’Orchestra da Camera Fiorentina, la Lutosławski Chamber Philharmonic, l’ Orchestra Toscana Classica e l’Orchestra Teatro del Giglio. Dal 2023 collabora con la 2b Company e interpreta regolarmente lo spettacolo “Giselle…” di François Gremaud nell’ambito di una tournée internazionale.
Nel 2025 ha registrato il suo primo disco, “Lilies for a Stone”, con la casa discografica Claves.
Letizia Lazzerini was born in Florence in 2002. She graduated with honors and distinction from the Luigi Cherubini Conservatory in Florence in 2019, in Patrizia Pinto’s class, and then began her solo career performing in various European cities.
She holds a Master’s degree in Solo Performance (2025) and a Master’s degree in Orchestral Performance (2023) from the Haute École de Musique in Lausanne, in the class of Letizia Belmondo. She is currently continuing her training at the Ecole Normale de Musique Cortot in Paris, in the class of Nicolas Tulliez, where she is part of the Elite Program.
During the 2022/2023 season, she was harpist with the Berner Symphonieorchester Academy, and since 2025 she has been principal harpist with the Orchestra Giovanile Italiana.
Winner of numerous international competitions, she has won, among others, First Prizes at the Szeged International Harp Competition (2025), the International Harp Contest in Italy Suoni d’Arpa (2024), Rovere d’Oro (2024), and Marcel Tournier (2019). She has also been awarded the Tremplin Prize by the Leenaards Foundation, the BCV Prize, and the Coup de Cœur Prize by the Banque Cantonale Vaudoise.
Letizia performs regularly in recitals and as a soloist with renowned orchestras, including the Lausanne Chamber Orchestra, the Fiorentina Chamber Orchestra, the Lutosławski Chamber Philharmonic, the
Letizia performs regularly in recitals and as a soloist with renowned orchestras, including the Lausanne Chamber Orchestra, the Orchestra da Camera Fiorentina, the Lutosławski Chamber Philharmonic, the Orchestra Toscana Classica, and the Orchestra Teatro del Giglio. Since 2023, she has been collaborating with 2b Company and regularly performs in François Gremaud’s show “Giselle…” as part of an international tour.
In 2025, she recorded her first album, “Lilies for a Stone,” with the Claves record label.


Dalla nascita (Firenze, 3 aprile 1895) fino al 1938, anno in cui vennero emanate le leggi razziali dal governo fascista, Mario Castelnuovo Tedesco era già stato un musicista di chiara fama in Italia e in Europa.
Esponente di una famiglia dell’alta borghesia fiorentina, nel 1912 entrò nella classe di composizione di Ildebrando Pizzetti, compositore parmigiano assai noto, autore anche di un Concerto per arpa e orchestra dedicato a Clelia Gatti Aldrovandi (prima esecuzione nel 1959 al Teatro alla Scala, diretto da Fernando Previtali).
Erano gli anni della generazione degli Ottanta: Franco Alfano, Ottorino Respighi, Alfredo Casella e Francesco Malipiero.
Dopo il diploma in pianoforte (1914), su consiglio di Pizzetti, Mario completò gli studi di composizione nel 1918 al Conservatorio di Parma, a quel tempo diretto da Franco Alfano.
Nei primi 20 anni della sua produzione musicale dominarono le composizioni pianistiche e le liriche per voce e pianoforte. Alfredo Casella le diffuse attraverso la Società Italiana di Musica Moderna.
Nel 1925, avendo ricevuto l’incoraggiamento di Giacomo Puccini, al quale aveva fatto alcune visite a Viareggio nel 1924, Mario partecipò al Concorso della Direzione Generale delle Belle Arti, vincendo il primo premio (ex aequo con Carmine Guarino) con l’opera “La Mandragola”.
Arturo Toscanini apprezzò i suoi lavori e diresse le Variazioni Sinfoniche per violino e orchestra, l’ Overture per la bisbetica domata (il primo di una serie di brani su opere di Shakespeare) e il Concerto per violoncello e orchestra con Gregor Piatigorsky come solista.
Nel 1932 Mario incontrò a Venezia per la prima volta Andrés Segovia con il quale stabilì una collaborazione che ne fece uno dei più importanti compositori del Novecento per chitarra classica. A tal proposito consiglio la lettura del libro biografico scritto dal chitarrista Angelo Gilardino edito da Curci: “Mario Castelnuovo Tedesco, un fiorentino a Beverly Hills” (2018, con supporto CIDIM).
Uno dei più cari amici di Mario, fu Nino Rota che elogiò la composizione “I Profeti, secondo concerto per violino e orchestra (1933) dedicato a Jascha Heifetz.
Costretto a emigrare negli Stati Uniti, dove visse inizialmente a Larchmont (New York), al suo arrivo nel 1939 poté esibirsi come solista per la prima esecuzione del suo Concerto n.2 per pianoforte con la New York Philharmonic Orchestra, diretto da John Barbirolli.
Trasferitosi in California, a Beverly Hills, trasse sostentamento dai proventi dalle musiche scritte per il cinema, collaborando con la Metro-Goldwyn-Mayer. Tra queste ricordo la colonna sonora del celebre film “10 piccoli indiani” (And then there were none) con la regia di Renè Clair che consiglio a tutti di vedere (lo trovate su Youtube) per comprendere la maestria dell’autore delle musiche (tra gli allievi di Mario Castelnuovo Tedesco, autore di colonne sonore, vorrei ricordare John Williams e Henry Mancini).
Nel 1946 Mario ottenne la cittadinanza americana e insegnò al Conservatorio di Los Angeles.
Fu autore di una autobiografia “Una vita di musica, un libro di ricordi”, scritta poco prima della sua scomparsa avvenuta a Beverly Hills nel 1968.
From his birth (Florence, April 3, 1895) until 1938, the year in which the fascist government enacted racial laws, Mario Castelnuovo Tedesco was already a renowned musician in Italy and Europe.
A member of a wealthy Florentine family, in 1912 he joined the composition class of Ildebrando Pizzetti, a well-known composer from Parma, who also wrote a Concert for Harp and Orchestra dedicated to Clelia Gatti Aldrovandi (first performed in 1959 at La Scala, conducted by Fernando Previtali).
These were the years of the 1880s generation: Franco Alfano, Ottorino Respighi, Alfredo Casella, and Francesco Malipiero. After graduating in piano (1914), on Pizzetti’s advice, Mario completed his composition studies in 1918 at the Conservatory of Parma, at that time directed by Franco Alfano.
The first 20 years of his musical production were dominated by piano compositions and lyrics for voice and piano. Alfredo Casella presented them through the Italian Society of Modern Music. In 1925, encouraged by Giacomo Puccini, whom he had visited several times in Viareggio in 1924, Mario took part in the Competition of the General Directorate of Fine Arts, winning first prize (jointly with Carmine Guarino) with his opera La Mandragola.
Arturo Toscanini appreciated his works and conducted his Symphonic Variations for violin and orchestra, the Overture La Bisbetica Domata (the first in a series of pieces based on Shakespeare works) and the Concerto for cello and orchestra with Gregor Piatigorsky as soloist.
In 1932, Mario met Andrés Segovia for the first time in Venice, with whom he established a collaboration that made him one of the most important composers of the 20th century for classical guitar. In this regard, I recommend reading the biographical book written by guitarist Angelo Gilardino and published by Curci: “Mario Castelnuovo Tedesco, un fiorentino a Beverly Hills” (2018, with CIDIM support). One of Mario’s closest friends was Nino Rota, who praised his composition “I Profeti, secondo concerto per violino e orchestra” (1933), dedicated to Jascha Heifetz.
Forced to emigrate to the United States, where he initially lived in Larchmont (New York), upon his arrival in 1939 he was able to perform as a soloist for the first performance of his Concerto No. 2 for piano with the New York Philharmonic Orchestra, conducted by John Barbirolli.
After moving to Beverly Hills, California, he earned a living from the proceeds of music written for the cinema, collaborating with Metro-Goldwyn-Mayer.
Among these, I remember the soundtrack of the famous film “And Then There Were None” directed by Renè Clair, which I recommend everyone to watch (you can find it on YouTube) to understand the mastery of the composer (among the students of Mario Castelnuovo Tedesco, composer of soundtracks, I would like to mention John Williams and Henry Mancini).
In 1946, Mario obtained American citizenship and taught at the Los Angeles Conservatory.
He wrote an autobiography, “A Life of Music, a Book of Memories,” shortly before his death (Beverly Hills, 1968).
https://mariocastelnuovotedesco.com/it/keywords/arpa/
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